martedì 3 ottobre 2017

E' online Visit Tuscany





È attivo dal 3 ottobre il nuovo cuore dell'ecosistema digitale della destinazione Toscana: www.visittuscany.com, il luogo che riunisce le tante dimensioni della promozione turistica online.

Il sito prende il posto di turismo.intoscana.it, ed è il frutto di un intenso lavoro di squadra tra Regione Toscana, Toscana Promozione Turistica e Fondazione Sistema Toscana.

La piattaforma - oltre 9 mila contenuti editoriali e sette siti integrati - accoglie anche il database ufficiale delle strutture ricettive toscane, insieme alle offerte e agli eventi proposti dal sistema territoriale.

Sono migliaia le idee di viaggio, gli itinerari e le proposte basate sul tempo a disposizione che il visitatore digitale potrà esplorare in base alla destinazione, al territorio, alla stagione o al tipo di paesaggio di proprio interesse.

Fabrizio Del Bimbo

venerdì 4 agosto 2017

Al Frantoio di Vicopisano in scena “Naturalmente zoppica un po’”


 

La storia di una vecchia profezia ebraica, quella dell'Uomo Extravergine, che solo il più abile dei Dybbuk (spiritello giocherellone) potrà traviare, sarà lo sfondo dello spettacolo comico prodotto da Guascone Teatro, Naturalmente zoppica un po’. In scena in località Il Frantoio di Vicopisano (Pisa), sabato 5 agosto 2017 alle 21,30. Per il festival di cene e teatro Utopia del Buongusto











Un progetto di Alessandro Schwed, il mitico Jiga Melik del Male. Interpreti, Riccardo Goretti e Andrea Kaemmerle, con la partecipazione di Asja Grisafi. Liberamente ispirato all'opera The Magic Barrel di Bernard Malamud.

Cena in luogo alle 20,00. Il vino per la serata è Ceppato Igt Toscano Rosso, Sangiovese in Purezza conservato nove mesi in barrique dell’azienda Il Frantoio di Vicopisano. Dalle 19,00 speciale aperitivo degustazione con i prodotti de Il Frantoio. Informazioni e prenotazioni al 3280625881-3203667354. Programma completo su www.guasconeteatro.it. Da non perdere la vista panoramica mozzafiato sulla torre del Brunelleschi.

Naturalmente zoppica un po’ nasce dalla penna ironica di Alessandro Schwed, uno degli autori europei più poliedrici e apprezzati. Occasione ghiotta per assistere a uno spettacolo che intreccia alla perfezione la comicità diretta alla Benigni con quella rarefatta di Woody Allen. Sorge ancora una volta uno spettacolo totalmente nuovo, suggerito dalle esilaranti letture di Malamud (uno dei più grandi scrittori del 900 al quale Mondadori ha dedicato due Meridiani nel 2014). Uno spettacolo semplice e coinvolgente, un sensale ed un aspirante rabbino sono il pretesto per un duello di furbizie e mercanteggiamenti che porteranno ognuno di noi ad  essere  associati  ad  una  stima  economica  del  proprio  valore. Venite a scoprire chi muove i fili del destino, chi ha deciso la direzione di ogni nostra giornata: il caso? La fortuna? Dio? O chi altro ancora? Un’ora felice per capire l’universo a suon di risate. In scena due cavalli di gran razza, una suadente fanciulla e una scenografia di grande portata.

Istruzioni per un buon uso di Utopia - Le cene iniziano alle 20,00. Gli spettacoli alle 21,30. Dopo ogni spettacolo verranno offerti al pubblico Vin Santo, cantuccini ed altri dolci. Si consiglia vivamente di prenotare le cene con almeno un giorno di anticipo telefonando direttamente  ai numeri dell’organizzazione. Cena (facoltativa) ore 20,00 – Euro 12,00 –Escluso eventi speciali. Inizio spettacoli ore 21,30 - Euro 8,00 -  Escluso eventi speciali. E’ possibile prenotare anche per SMS indicando cognome, numero dei prenotati, spettacolo e data dell’evento. Importante: questo tipo di prenotazione sarà valida solo quando confermata dagli organizzatori con sms di risposta da mostrare poi alla biglietteria.

Ormai immancabile, con l’estate ritorna il festival Utopia del Buongusto che quest’anno compie venti anni e promette anche per il 2017 un pieno di serate a base di cene e Teatro. Ventesimo atto di scorribande del primo esperimento internazionale di vita godereccia. Per la direzione artistica di Andrea Kaemmerle. Il motto è sempre lo stesso: “Si può solo godere o soffrire, godicchiare non è serio”.

Il festival in cinque mesi, conta oltre cinquanta date disseminate in tutta la Toscana, da giugno fino al 4 novembre in una ventina di Comuni tra le province di Arezzo, Livorno, Firenze, Lucca e Pisa. Tra i vari e tanti ospiti molte compagnie tutte da scoprire provenienti da tutta l’Italia.

Utopia del Buongusto si propone ancora come la più grande rete regionale di Teatro all’aperto, più che un evento raro, una buona abitudine normale e semplice. Come sempre Utopia scova e offre al suo pubblico tanti spettacoli inediti, sostenendo la nascita di nuovi copioni e la ricerca drammaturgica. 

Nicoletta Curradi

In ottobre sapori antichi sulle tavole di Brisighella (a due passi dalla Toscana)


Mora Romagnola, Agnellone e Castrato saranno i protagonisti di due eventi golosi in programma a Brisighella nel mese di ottobre, quando visitare il borgo medioevale in provincia di Ravenna è più che mai piacevole per il palato dato che sono molteplici gli eventi enogastronomici che si svolgeranno in autunno in questo angolo di Romagna
 



Alla Mora Romagnola, pregiato suino nero autoctono di quest’area che solo pochi anni fa rischiava l’estinzione, è dedicata la “Sagra della porchetta di Mora romagnola e Fiera delle biodiversità”, in programma tutta la giornata di domenica 22 ottobre. Qui sarà possibile degustare i pregiati salumi e le saporite carni di Mora e fare acquisti nel mercatino dei prodotti tipici. Inoltre ci sarà l’esposizione e rassegna di asino romagnolo, pollo romagnolo e bovina romagnola.
 
Domenica 29 ottobre, le carni che si potranno assaporare saranno quelle ovine nel corso della “Sagra dell’agnellone e del castrato Q.C.”Il programma della sagra prevede l’esposizione di ovini e caprini, la mostra-mercato dei prodotti tipici e dell'artigianato locale e l’immancabile stand gastronomico dove sarà possibile degustare prelibate pietanze e grigliate con le carni di agnellone e di castrato.
 



Mora Romagnola. 335.000 “suini neri” popolavano agli inizi del ‘900 le valli e le colline dell’Appennino romagnolo. Solo nel 1942, a Faenza, un convegno di zootecnici ne definì con precisione i caratteri di razza e ne codificò la denominazione: Mora Romagnola. Maiale antico, di diretta derivazione dal progenitore di molti maiali europei, il sus celticus, che arrivò da queste parti con le invasioni barbariche nel IV e V secolo d.C adattandosi perfettamente ai nostri habitat, per secoli ha rappresentato un fondamento dell’economia agricola rurale. Basti pensare che le dimensioni dei boschi si misuravano con il numero di suini che erano in grado di nutrire. Nel secondo ‘900 condizioni socio-economiche e soprattutto nuove domande produttive, contestualmente alla progressiva intensificazione dell’allevamento suino, portarono a un crescente e continuo calo della popolazione di Mora Romagnola. Nel 1949 se ne contavano 22.000 capi, per lo più concentrati nell’area del comprensorio dell’Appennino faentino, ove resistevano in quanto utilizzate per ottenere quello splendido incrocio da carne che per molti anni fu il “Fumato di Romagna”. Purtroppo la richiesta di carni sempre più magre e di razze sempre più precoci portò la Mora Romagnola all’oblio e quasi alla sua estinzione. Comunque il fascino di questa razza e il ricordo della gran qualità e gusto degli insaccati da essa ricavati non cessò mai di battere nel cuore degli uomini di Romagna. Uno di questi, Mario Lazzari di Faenza, all’alba degli anni ’80 si mise in testa di recuperare questa razza e quindi iniziò con passione la ricerca degli ultimi esemplari sperduti. Oggi, grazie a lui, all’APA di Ravenna, al Copaf e agli altri allevatori che hanno saputo apprezzare il valore delle carni e la sua ragione di vita nel contesto territoriale e culturale, la Mora Romagnola è salva ed è conosciuta, diffusa e molto apprezzata per la qualità delle sue carni.
 
Agnellone e Castrato. Le carni sono ottenute da agnelloni e castrati prodotti tipici della tradizione contadina locale che oggi sono allevati secondo un Disciplinare di Produzione. Per quanto riguarda l’agnellone, gli animali  devono avere un’età compresa tra i 70 e i 180 giorni con peso vivo tra i 25 e i 50 kg. Le carni devono avere un colore rosa o rosa scuro. Il colore del grasso deve essere bianco o bianco crema senza tendere al giallo. Il castrato, invece, ha un’età di macellazione compresa tra i 5 e i 12 mesi di vita, con il peso vivo compreso tra i 40 e i 100 kg. Le carni devono avere un colore rosa scuro, senza colorazioni anomale. Anche in questo caso il colore del grasso deve essere bianco o bianco crema senza tendere al giallo.
 
Per info: Pro Loco Brisighella tel. 0546 81166 www.brisighella.org



Nicoletta Curradi 


mercoledì 5 gennaio 2011

Santa Maria del Fiore...inedita


Nel 1200 sul suolo dell'attuale cattedrale c'era un'altra chiesa, più piccola, Santa Reparata, dove, in mancanza di altri edifici civili (Palazzo vecchio ancora non c'era), si riuniva anche il Parlamento della Repubblica.

Nel 1293 i fiorentini decisero di abbattere la vecchia chiesa e di costruirne al suo posto un'altra che fosse grandissima e bellissima.
Il progetto fu affidato ad Arnolfo di Cambio: la sua esecuzione per˜ò si presentava ardita e molto costosa.
Fu per far fronte alle spese che il comune impose nuove tasse; il vescovo chiese sussidi ai parroci e i parroci, confidando sui sensi di colpa dei cittadini che avevano frodato il fisco, misero in Santa Reparata una specie di salvadanaio dove gli evasori fiscali potevano gettare segretamente almeno una parte delle tasse evase e ripulirsi la coscienza.

L'espediente riuscì ed Arnolfo di Cambio nel 1296 potè iniziare i lavori davanti allo sguardo di Dante Alighieri seduto su una pietra al lato della piazza ricordata ancora oggi come "Sasso di Dante".
Ma dopo soli tre anni Arnolfo di Cambio morì, i fiorentini si divisero in guelfi e ghibellini, bianchi e neri e Dante fu esiliato.

I lavori vennero così sospesi e solo venti anni dopo ripresero sotto la direzione di Giotto, ma anche Giotto morì dopo tre anni; gli successe Andrea Pisano, poi Francesco Talenti e poi altri ancora.
Finalmente, nel 1421, la Basilica e il campanile furono terminati anche se mancava ancora la realizzazione della Cupola. E realizzarla non era affatto facile!

Per trovare la soluzione tecnica idonea fu bandita una gara: tutti i fiorentini potevano presentare - entro il 12 dicembre 1417 - il loro progetto di armatura, ponteggi o quant'altro per costruire la Cupola.
E ognuno disse la sua: chi propose armature in muratura, chi ponteggi in legno, e non mancarono idee bizzarre come quella di costruire un gran mucchio di terra a forma di cupola nascondendoci dentro molte monete d'oro; dopo la costruzione la terra sarebbe stata eliminata gratis da quelli che avessero voluto recuperare le monete d'oro!

Ci fu per˜ò un uomo magro, piccolo e intelligentissimo - Filippo Brunelleschi - che sosteneva che non ci fosse bisogno di nessuna armatura.
Sulle prime, nelle adunanze pubbliche fu preso per pazzo e allontanato dalle riunioni; in una discussione, a chi gli chiedeva come poteva pensare di realizzare la cupola senza alcuna struttura di supporto si narra che rispose:
"come si fa a far stare un uovo in piedi senza sostegni?"; prese un uovo, lo ammaccò di sotto e l'uovo stette diritto.

Il geniale architetto riuscì a dimostrare che non era pazzo: espose il suo progetto dettagliato con descrizioni e disegni e alla fine riuscì a farsi affidare la costruzione della cupola. Gli fu per˜ò affiancato Lorenzo Ghiberti, scultore eccellente ma costruttore poco pratico.
Nel 1420 iniziarono i lavori ma il Brunelleschi si sentì subito impedito dal Ghiberti che con i suoi dubbi rallentava l'opera.
Per farne decretare l'allontanamento escogit˜ò un trucco. Si narra che Brunelleschi si fasci˜ò la testa e si mise a letto fingendosi molto malato. Il Ghiberti, da solo, si trov˜ò in grosse difficoltà non sapendo come procedere; i lavori della cupola non avanzavano e gli operai si recarono dal finto malato pregandolo di dare ordini anche dal letto, ma Brunelleschi sostenendo di essere troppo malato ordin˜ò agli operai di rivolgersi al Ghiberti per il proseguimento dei lavori.

Quando gli operai gli confidarono che il Ghiberti senza di lui non sapeva quali ordini dare, Brunelleschi rispose:
"Ma io saprei perfettamente cosa fare senza di lui!" Gli operai capirono, allontanarono il Ghiberti e il Brunelleschi da solo concluse speditamente la costruzione - senza armatura - della cupola, consegnando l'opera nel 1434, dopo 14 anni di lavoro.

La chiesa fu inaugurata due anni dopo da Papa Eugenio IV. Tutte le campane della città suonavano a festa e i fiorentini esultavano di gioia. Papa Eugenio IV rec˜ò in dono alla nuova chiesa una rosa d'oro e fu cos“ che la nuova chiesa di Firenze, dedicata a Santa Maria, fu chiamata "Santa Maria del Fiore".

mercoledì 3 novembre 2010

A Casola Valsenio, a pochi km dalla Toscana, i "geografi del vuoto" a convegno




L'ultimo raduno degli speleologi di tutto il mondo si è svolto dal 28 ottobre al 1° novembre a Casola Valsenio, comune dell’Emilia-Romagna, sull’appennino faentino ad appena 10 chilometri dal confine con la Toscana, immerso nel Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola, una delle aree carsiche più importanti d’Europa.

Il meeting è itinerante, quella del 2010 è stata la sesta edizione che si tiene a Casola Valsenio, la prima è stata nel 1993. La partecipazione media delle precedenti edizioni si attesta intorno ai 2500 iscritti, quest'anno si è raggiunto quota 3000. Il meeting ha ospitato partecipanti provenienti da diversi paesi europei e documenterà i risultati dell’attività speleologica in Italia e all’estero.

Convegni, proiezioni, mostre, performance e laboratori hanno caratterizzato i quattro giorni dell’incontro: un programma ricco che ha permesso anche ai meno esperti ad avvicinarsi all’affascinante mondo delle grotte. L'importanza delle cavità carsiche come elemento caratterizzante di un territorio è stato tema di assoluta rilevanza, così come il valore del paesaggio carsico per un turismo attento e sostenibile.

Il convegno ha mirato ad una maggiore consapevolezza di potenzialità e limiti della geografia ipogea e, per quanto possibile, a definirne la specificità. Alcune case-histories presenteranno “esplorazioni, mondi e rappresentazioni”, partendo da queste testimonianze concrete di rappresentazione del mondo sotterraneo si è parlato di “metodi, teoria e storia”. Sono intervenuti, oltre a speleologi ed esploratori di fama internazionale, Franco Iseppi, Presidente Touring Club Italiano; Umberto Martini, Presidente Generale Club Alpino Italiano; Giampietro Marchesi, Presidente Società Speleologica Italiana; Franco Farinelli, Ordinario di Geografia presso l’Università di Bologna, on. Erminio Quartiani, Presidente del Gruppo Amici della Montagna del Parlamento Italiano. Invitati Franco Salvatori, Presidente della Società Geografica Italiana e rappresentanti della Federazione Speleologica Europea.

Al termine del convegno è stato consegnato dalla Società Speleologica Italiana al Comune di Casola Valsenio il titolo di Speleopolis-Città amica degli speleologi.

Una giuria di speleologi e di giornalisti esperti ha deciso quale tra i vini degustati condivideva le caratteristiche e le qualità di una grotta di particolare importanza dell'area carsica di provenienza e lo fregerà del titolo di vino Profondamente Eroico.

Organizzato in collaborazione con il CERVIM, centro europeo di ricerca sulla viticoltura eroica di montagna, l'evento ha inteso essere una modalità insolita di promozione e valorizzazione dei vini di montagna. Erano presenti Francois Stevenin, Presidente CERVIM e Gianluca Macchi, Direttore CERVIM.

Questa edizione ha ospitato anche il secondo Festival Europeo dell’Immagine Speleologica. Il Festival comprendeva due concorsi, dedicati a videoclips con tema speleologico (da 30” a 180”, su http://www.youtube.com/user/CASOLA2010 alcune anticipazioni) e a story board (max n. 5 foto 20x30) che illustrano una storia.

Tra le mostre, da ricordare il caleidoscopio d’immagini proposto dal team internazionale La Salle, il reportage sull’esplorazione del sistema carsico Stella-Basino nella Vena del Gesso, la documentazione dei Sotterranei di Bologna, l’esibizione di immagini di Speleo Project, tra le più autorevoli equipe di speleo reporter al mondo. Poi, inediti documenti e testimonianze della Società Speleologica Italiana.

Inoltre si è festeggiato il sessantesimo compleanno della Società Speleologica Italiana e per l'occasione è stato presentato il volume di Marco Bani sui 25 anni di ricerche a Monte Nerone (Umbria) dove è venuto alla luce uno tra i più importanti siti europei legati all’Ursus Speleo.

Per altre informazioni www.casola2010.it

Nicoletta Curradi

martedì 19 ottobre 2010

Il Giardino Garzoni, culla di Pinocchio



Uno dei più bei giardini d'Italia è senza dubbio o storico Giardino Garzoni, situato a Pescia (PT), il quale rappresenta la felice sintesi fra la geometricità rinascimentale e la spettacolarità del nascente barocco.
Il giardino può essere a ragione considerato un'opera d'arte di raro equilibrio, dove il verde, le scalinate, i trionfi d'acqua e le statue costituiscono un tutto unico.
È un'esperienza assolutamente indimenticabile perdersi fra le meraviglie di questo luogo della fantasia: grotte, teatri ricavati da siepi di bosso, statue rappresentanti esseri mitologici, satiri, figure femminili, bacini d'acqua popolati da cigni e germani, foreste di bambù.

Un'antica tradizione vuole che la visita rechi fortuna agli innamorati e non solo per le ombre delle fronde ed i ripari, che consentono effusioni, ma per il labirinto, nel quale ritrovarsi è simbolica allusione del cammino da fare insieme per tutta la vita.

Appena entrati nel giardino ecco apparire bellissime aiuole fiorite, statue e due grandi vasche circolari. Camminando si arriva davanti alle due maestose scalinate a doppia rampa caratterizzate da un complesso sistema idraulico che alimenta i giochi d'acqua.

Salendo le scalinate si raggiungono le tre terrazze superiori. Al di là l'impressionante scala d'acqua, fiancheggiata da due statue di donne che rappresentano le due eterne rivali: Lucca e Firenze.
A fianco del percorso principale del giardino, ci si può addentrare in moltissimi altri viali e vialetti laterali per scoprirne le meraviglie tra i profumi delle essenze, i giochi di ombre e luci dati dalle vegetazioni, il mistero dei labirinti, il fascino delle sculture.
E' importante ricordare che in questo giardino ha giocato e vissuto la sua infanzia Carlo Lorenzini, il "padre di Pinocchio, il burattino più famoso del mondo. Sua madre era cameriera della famiglia Garzoni e il figlio ha avuto quindi la fortuna di godere delle belelzze del giardino. Dietro la villa sono rimaste intatte le case medievali, abbarbicate, che costituiscono il borgo antico.

Merita una menzione, sempre all'interno del Giardino, la Collodi Butterfly House, uno splendido edificio-serra in pietra e cristallo autoportante, progettata da Emilio Faroldi e Maria Pilar Vettori dello studio di architettura emilio faroldi associati, con sede a Parma e Milano, che ospita un lussureggiante giardino tropicale contenente un migliaio di farfalle provenienti da tutto il mondo. All'interno una presentazione audiovisiva, prepara il visitatore alla comprensione della vita animale e vegetale che potrà ammirare all'interno della Collodi Butterfly House.

All'interno il visitatore può ammirare un bellissimo giardino esotico dove giornalmente si corteggiano, si nutrono sui fiori e si riproducono, circa un migliaio tra le più belle farfalle del mondo provenienti da ambienti Amazzonico o Neotropicale, Afro-tropicale e Indo-australiano.

Un mondo affascinante in cui trionfa l'etologia e si possono vedere tutti gli stadi di sviluppo (uovo, bruco, crisalide e farfalla), osservare le differenze tra le farfalle diurne e le notturne, (falene), riconoscere le colorazioni aposematiche, terrifiche e i trucchi adottati per la sopravvivenza.



Nicoletta Curradi

lunedì 18 ottobre 2010

Un'oasi naturale nel cuore della Toscana: il Padule di Fucecchio



Non tutti sanno che la più grande palude interna italiana si trova in Toscana.
Il Padule di Fucecchio ha un’estensione di circa 1800 ettari, divisi fra la Provincia di Pistoia e la Provincia di Firenze; anche se molto ridotto rispetto all'antico lago-padule che un tempo occupava gran parte della Valdinievole meridionale.
La zona più interessante sul piano naturalistico è situata soprattutto nei Comuni di Larciano, Ponte Buggianese e Fucecchio. Il Padule è un bacino di forma pressappoco triangolare situato nella Valdinievole, a sud dell’Appennino Pistoiese, fra il Montalbano e le Colline delle Cerbaie. Il principale apporto idrico deriva da corsi d’acqua provenienti dalle pendici preappenniniche. L’unico emissario del Padule, il canale Usciana, scorre parallelamente all’Arno per 18 chilometri e vi sfocia in prossimità di Montecalvoli (PI).
La Riserva Naturale del Padule di Fucecchio è dotata di strutture per la visita che comprendono anche un osservatorio faunistico realizzato grazie alla riconversione di uno dei caratteristici casotti del Padule. E' un'esperienza affascinante poter osservare col cannocchiale l'airone cenerino che si fa la toilette mattutina in pieno relax...

Ripercorriamo un po' la storia di questa stupenda oasi: appartenuto fino ai primi del secolo XIV alla Repubblica lucchese, il lago-padule di Fucecchio passò alla Repubblica fiorentina nel 1328. Dopo parziali interventi di bonifica, Cosimo I de' Medici commissionò, nel 1549, a Luca Martini la sistemazione idrica del lago per farne un vasto bacino riservato alla pesca. Martini alleggerì la portata dell' Usciana con la costruzione della chiusa di Ponte a Cappiano.

Leonardo ha raffigurato e menzionato più volte il Padule di Fucecchio, fin dal disegno del 5 agosto 1473 (GDS, Uffizi), negli studi idrografici (RLW 12277) e come meta del grandioso progetto per la deviazione delle acque dell’Arno da Firenze attraverso Prato, Pistoia, Serravalle e la Val di Nievole (RLW 12685 e 12279; Codice di Madrid II, f. 22v-23r; Codice Atlantico, ff. 127r e 1107r.

Agli inizi del XVII secolo Ceseri Frullani di Cerreto Guidi scrisse due opere in cui sosteneva la necessità di alzare il livello delle acque del lago, con vantaggi per la pesca e per la salubrità dell'aria. Il problema della bonifica fu affrontato nuovamente dal discepolo di Galileo Galilei, Vincenzo Viviani, che, nel 1670, analizzò alcuni emissari del lago, soprattutto il Pescia, proponendo deviazioni per il recupero di terreni da annettere alle fattorie granducali. Nel 1678 e nel 1682 studiò il corso della Usciana e lo stato della chiusa di Ponte a Cappiano.

A partire dal 1780 il Granduca Pietro Leopoldo di Lorena promosse un'opera di bonifica della pianura che prevedeva l'abbattimento della chiusa di Ponte a Cappiano, la riescavazione di fossi e canali navigabili e una serie di provvedimenti per incrementare l'attività agricola e commerciale della zona. Questi lavori furono accompagnati dalla donazione, nel 1796, del "chiaro" del Padule alle comunità confinanti. Agli inizi del XIX secolo furono avviati studi botanici ed ittici, ma la situazione si presentava ancora problematica, soprattutto per le piene dell'Arno che interessavano l'area a valle di Ponte a Cappiano. Sin dal 1795 Vittorio Fossombroni aveva studiato provvedimenti per risolvere questo problema, ma solo nel 1826 dal Granduca Leopoldo II incaricò l'ingegnere Luigi Kindt di edificare le cateratte di Ponte a Cappiano. Al 1860 risale un progetto di completo prosciugamento del Padule, mai realizzato, mentre gli ultimi interventi di bonifica risalgono al 1931.

Oggi l'area è controllata dal Consorzio di Bonifica del Padule di Fucecchio, la cui opera di manutenzione ha consentito di migliorare le condizioni igienico-ambientali della zona umida e di configurare il bacino come riserva naturale. Alla conservazione e valorizzazione dell'area del Padule e del Lago di Sibolla si dedica il Centro di Ricerca, Documentazione e Promozione del Padule di Fucecchio, costituito da rappresentanti di Enti Pubblici e Associazioni. Il Centro produce materiale scientifico e divulgativo, organizzando al tempo stesso visite didattiche e turistiche. Inoltre viene gestito il Laboratorio per l'Educazione Ambientale nel Padule di Fucecchio, che promuove itinerari didattici di tipo naturalistico e storico-ambientale.

Fabrizio Del Bimbo