venerdì 1 aprile 2022

Accademia Italiana a Firenze Home Texstyle con tessuti certificati per i diritti umani


La scuola di alta formazione in Fortezza da Basso con gli outfit sostenibili creati dagli studenti per l’ecodesigner Cecilia Rinaldi e un incontro sulle figure più cercate dalla fashion industry

 



Le figure professionali più cercate dalla fashion industry? Designer che siano portatori di valori etici e capaci di sviluppare la ricerca in ambito di sostenibilità. Accademia Italiana, scuola di alta formazione con sedi a Firenze e Roma, prende parte a Firenze Home Texstyle International Fair, l’unica fiera internazionale in Italia sul tessile per la casa, nautica, spa, contract & hotellerie.


Dal 1° al 4 aprile la Stanza delle Meraviglie, allestita all’interno del percorso espositivo in Fortezza da Basso, ospiterà un’installazione con gli outfit sostenibili creati da alcuni studenti di Accademia Italiana per l’ecodesigner Cecilia Rinaldi. Sabato 2 aprile alle ore 14 la stilista sarà protagonista, insieme a Elena Iaselli, docente di Accademia Italiana, di un workshop dedicato ai giovani creativi, con focus sul tessile sostenibile e sulle nuove professioni della moda.


L’attenzione all’ambiente è il filo conduttore del progetto che AI porta in Fortezza da Basso in occasione della fiera: Cecilia Rinaldi è una firma dedicata alla moda slow, critica ed etica. Un’attività artigianale di abbigliamento ed accessorio, basata sull’eco sostenibilità ambientale e sociale. Utilizza, infatti, tessuti e materiali bio/organici provenienti da manifatture italiane. Su questi presupposti è stata sviluppata una proficua sinergia tra la designer e alcune studentesse di Accademia Italiana: Chiara Taruschio, Eleonora Cerchiaro, Laura Serani, Ainhoa Armanazanas, Ginevra Bertucelli, Caterina Venturelli hanno contribuito alla realizzazione di alcuni capi oggi in vendita sul canale ecommerce di Cecilia Rinaldi.


La collezione è stata progettata e realizzata a distanza, durante la fase della DAD, senza perdere di vista l’obiettivo: garantire la massima qualità e la sostenibilità dell’intera filiera. Solo fibre tessili 100% naturali, privi di OGM e pesticidi, pelli conciate al vegetale e tessuti realizzati rispettando un equo compenso e ritmo lavorativo. Attenzioni certificate dal sigillo ICEA, garanzia di salvaguardia dei Diritti Umani di tutti coloro che contribuiscono a incrementare il processo di realizzazione dei capi.


Accademia Italiana, Istituto di Alta Formazione dalla forte vocazione internazionale con sede a Firenze e Roma, è, dal 1984, punto di riferimento nella formazione per le industrie creative della moda, del design, della comunicazione visiva e della fotografia. Nel giugno 2020 entra a far parte del Gruppo AD Education, network internazionale specializzato nell’alta formazione per le discipline creative ed artistiche che riunisce 14 scuole e 40 campus in Francia, Italia, Spagna e Germania per un totale di oltre 10.000 studenti. Grazie a un corpo docenti costituito da affermati professionisti del settore, AI combina formazione teorica e attività pratica e laboratoriale, offrendo inoltre la possibilità di seguire le lezioni in doppia lingua, italiano/inglese. Oggi l’offerta formativa si compone di corsi di laurea triennale (accreditati dal MIUR nel 2012) – in Fashion Design, Design, Fotografia, Graphic Design e Design del Gioiello – oltre a sei nuovi bienni specialistici, legalmente riconosciuti dal MUR alla fine del 2019 – Fashion textile design, Fashion design and management, Interior Design, Product Design, Graphic Design, Fotografia. L’ampliamento della proposta di studi, consolida una storia importante che ha visto passare nelle aule dell’istituto grandi nomi della creatività internazionale quali Vivienne Westwood, Oliviero Toscani, Rik Owens, Carla Fendi, Alessandro Mendini, Domenico Guzzini, Brunello Cucinelli e molti altri.


 Nicoletta Currradi

Fabrizio Del Bimbo





giovedì 3 febbraio 2022

Ercole in Tebe torna al Teatro della Pergola dopo 360 anni

 


Storia e spettacolo tornano a intrecciarsi a Firenze per un evento che non ha precedenti e che ci riporta indietro di oltre 360 anni, grazie all’iniziativa che vede insieme Comune di Firenze, Fondazione Teatro della Toscana, Museo dei Medici e Istituto Francese, il contributo della Fondazione Anna Maria Luisa de’ Medici e la collaborazione degli Amici della musica.


L’appuntamento è fissato per mercoledì 9 febbraio, alle ore 20.30 al Teatro della Pergola di Firenze, quando andrà in scena Ercole in Tebe, festa teatrale in musica, riproposta in forma di concerto dopo oltre tre secoli e mezzo dal coro e dall’orchestra de I Musici del Gran Principe diretti dal maestro Samuele Lastrucci, per la regia di Massimo Pizzi Gasparon Contarini e con un cast che annovera, tra gli altri, anche il cantante di caratura internazionale Filippo Mineccia.


Tutto nasce dalla scoperta di quattro copie (in tre diverse biblioteche, ovvero alla Forteguerriana di Pistoia, alla Vaticana di Roma e alla Nazionale di Parigi) dello spartito originale dell’opera di Melani che fu presentata per la prima volta il 12 luglio 1661 nel Teatro della Pergola di Firenze realizzato da Ferdinando Tacca grazie al patronato del Cardinale Giovan Carlo de' Medici, fratello di Ferdinando II.


La Pergola fu affidata alla gestione degli Accademici Immobili, gruppo di nobili e intellettuali che vollero per le nozze di Cosimo III de’ Medici con Margherita Luisa d'Orléans un’enorme festa teatrale in musica. Il libretto venne scritto da Giovanni Andrea Moniglia, Accademico della Crusca, letterato erudito, tra l’altro medico personale di Giovan Carlo; della musica fu incaricato Jacopo Melani, uno di quei rappresentanti della stirpe di operisti, cantanti, organisti pistoiesi.


Il risultato fu un vero e proprio kolossal teatrale di cinque ore per il quale furono ingaggiati più di 300 interpreti e utilizzate 12 scenografie. Si trattò di una delle manifestazioni più emblematiche del Seicento fiorentino, che riprendeva la lunga tradizione degli spettacoli di corte fiorentini: infatti sin dal Cinquecento si celebravano importanti eventi dinastici con grande sfarzo e magnificenza.


Solo che stavolta fu anche la location a rappresentare la vera novità: perché Ercole in Tebe coincise con l’inaugurazione pubblica del Teatro della Pergola di Firenze - già parzialmente funzionante sin dal 1657, ma solo per iniziative degli accademici o per eventi carnascialeschi -, quando fu mostrata a tutti una nuova forma di teatro, quello che poi sarebbe diventato “all’italiana”.


Dopo quella storica “prima”, l’opera non fu mai più replicata fino al momento della scoperta delle quattro copie dello spartito originale che ne hanno permesso una rielaborazione in forma di concerto fortemente voluta da Samuele Lastrucci, direttore d’orchestra e del Museo dei Medici di Firenze che figura come capofila dell’intera operazione.


«Si tratta di un appuntamento da non perdere, risultato di un lungo e importante lavoro di ricerca  - dice la vicesindaca Alessia Bettini -. La scoperta dello spartito originale è avvenuta infatti grazie all'impegno certosino di alcuni giovani fiorentini che hanno fatto rete con varie realtà per approdare finalmente a questo obiettivo. Adesso è possibile riproporre quest'opera straordinaria al Teatro della Pergola, proprio lì dove tutto è cominciato, con la rappresentazione del 1661 che celebrò la fine dei lavori».


Quindi lo stesso Tommaso Sacchi, Presidente della Fondazione Teatro della Toscana, aggiunge: «Siamo felici di ospitare al Teatro della Pergola Ercole in Tebe, a 360 anni dall’inaugurazione pubblica del Teatro che avvenne proprio con questa Festa Teatrale di Giovanni Andrea Moniglia e Jacopo Melani. Grazie a un lungo lavoro di ricerca che ha coinvolto diverse realtà della cultura fiorentina coordinate da Samuele Lastrucci insieme a Dimitri Betti, Giulio Geti e Umberto Cerini, lavoro incentrato sull’analisi e la trascrizione degli unici quattro documenti esistenti di Ercole in Tebe, oggi è possibile riproporre l’opera grazie al Museo de’ Medici e con la collaborazione degli Amici della Musica. La serata vedrà anche la partecipazione dei giovani attori Francesco Grossi e Filippo Lai, due dei nostri diplomati al Corso per Attori Orazio Costa e membri dell’Associazione dei Nuovi».


Infine, dal canto suo il maestro Samuele Lastrucci afferma che «Ercole in Tebe è un'occasione straordinaria. È la dimostrazione che con la tenacia anche in Italia il merito può avere la meglio. Ercole in Tebe è una storia a lieto fine iniziata con un gruppo di giovani che fa ricerca e che - alla fine di un percorso a ostacoli dove regnano burocrazia e particolarismi - riesce dopo tre secoli e mezzo a riportare a casa sua un capolavoro dimenticato. Il 9 febbraio quella musica che un tempo inaugurò il primo teatro ‘all'italiana’ del mondo tornerà a vivere con un cast di prim'ordine e la preziosa regia di Massimo Pizzi Gasparon Contarini. Per me sarà il debutto in uno dei teatri per storia e bellezza più importanti al mondo, per il museo che dirigo l'occasione di imporsi come uno dei principali attori della scena culturale fiorentina. Grazie alla vicesindaca Alessia Bettini e al Presidente della Fondazione Teatro della Toscana, Tommaso Sacchi, che hanno voluto credere e scommettere in questo grande progetto».


Per lo spettacolo del 9 febbraio i biglietti (disponibili sul circuito Ticketone) vanno da 26 a 14 euro; sono comunque previste numerose riduzioni per i membri di varie associazioni, per i residenti del Quartiere 1 e per gli studenti del Conservatorio Cherubini di Firenze.


 


INFO SPETTACOLO

Ercole in Tebe

Opera in forma di concerto

Orchestra e coro de I Musici del Gran Principe

Direttore Samuele Lastrucci

Regia di Massimo Pizzi Gasparon Contarini

09.02.2022 ore 20.30

Teatro della Pergola

Via della Pergola 12/32, Firenze

Biglietti 26/14 euro disponibili su Ticketone (previste riduzioni)


Fabrizio Del Bimbo

martedì 21 dicembre 2021

Gli spazi del 25Hours di Firenze secondo gli studenti di Accademia Italiana








Ecco gli scatti realizzati dagli studenti di Accademia Italiana, nell'ambito di un progetto didattico coordinato dal prof. Lorenzo Michelini durante il corso di fotografia di interni. 

Lo shooting ha coinvolto gli spazi del nuovo 25 Hours di Firenze, recentemente inaugurato in piazza San Paolino, con le caratteristiche camere ispirate a Inferno e Paradiso e la hall dell'hotel firmata, come tutto il progetto, dalla designer Paola Navone. 

Nel progetto sono stati coinvolti 13 studenti, chiamati a rileggere gli spazi attraverso il proprio punto di vista personale: Gaia Berchielli, Carolin Burk, Giulia Casci, Anna Favero, Saba Furlan, Virginia Victoria Godino, Marta Grasso, Yamine Madani, Tommaso Marino, Martyna Norkunaite, Greta Pettarini, Bianca Prota, Dario Vitale. 

Lo stile eclettico, fatto di dettagli sorprendenti e di una decisa palette di colori, emerge dalla lente dei giovani allievi di fotografia della sede fiorentina di AI.

Accademia Italiana, Istituto di Alta Formazione dalla forte vocazione internazionale con sede a Firenze e Roma, è, dal 1984, punto di riferimento nella formazione per le industrie creative della moda, del design, della comunicazione visiva e della fotografia. Nel giugno 2020 entra a far parte del Gruppo AD Education, network internazionale specializzato nell’alta formazione per le discipline creative ed artistiche che riunisce 14 scuole e 40 campus in Francia, Italia, Spagna e Germania per un totale di oltre 10.000 studenti. Grazie a un corpo docenti costituito da affermati professionisti del settore, AI combina formazione teorica e attività pratica e laboratoriale, offrendo inoltre la possibilità di seguire le lezioni in doppia lingua, italiano/inglese. Oggi l’offerta formativa si compone di corsi di laurea triennale (accreditati dal MIUR nel 2012) – in Fashion Design, Design, Fotografia, Graphic Design e Design del Gioiello – oltre a sei nuovi bienni specialistici, legalmente riconosciuti dal MUR alla fine del 2019 – Fashion textile design, Fashion design and management, Interior Design, Product Design, Graphic Design, Fotografia. L’ampliamento della proposta di studi, consolida una storia importante che ha visto passare nelle aule dell’istituto grandi nomi della creatività internazionale quali Vivienne Westwood, Oliviero Toscani, Rik Owens, Carla Fendi, Alessandro Mendini, Domenico Guzzini, Brunello Cucinelli e molti altri.







Nicoletta Currradi

mercoledì 8 dicembre 2021

I volti della Cattedrale di Siena celebrati in una mostra

 




L'esposizione "L'immagine del Duomo di Siena: 1223 -1944", promossa da Opera della Metropolitana, secondo  il rettore Guido Pratesi, "completa il percorso 2021 deciso dal nostro consiglio  che, dopo la festa nel mese di giugno, di San Giovanni con il restauro del reliquiario e la pubblicazione del volume, è continuato a novembre con il ‘compleanno della Cattedrale’, celebrato anche con la città di Alessandria, per concludersi con questo evento".

L’immagine del Duomo di Siena: 1223 – 1944’, partner l' Arcidiocesi con la collaborazione della Soprintendenza e di Opera Laboratori, a cura di Alessandro Leoncini e Chiara Nencini, riveste un doppio valore.

 "L’allestimento – ha dichiarato il cardinale Lojudice – conferma la scelta di aprire il Palazzo Arcivescovile agli eventi che contribuiscono ad accrescere le esperienze di socialità, cultura, condivisione, consapevolezza della collettività..
"Questa mostra – ha osservato il rettore Pratesi –, con le sue testimonianze, ‘unisce’ coloro che nel tempo hanno contribuito al Duomo e nella parentesi delle feste di fine anno, perfeziona la nostra azione di contribuire ad elevare l’offerta della città. In un periodo in cui, ci auspichiamo, si possa parlare di una nuova ripresa, arricchisce le occasioni del nostro territorio, il cui sviluppo impone un’azione sinergica fra i vari soggetti'.

Secondo il curatore Leoncini la mostra è nata anche come risposta a chi, custode nella sua memoria di un’immagine del Duomo che, visto non si dimentica, si aspettava di poterla di nuovo condividere. Un allestimento complesso reso possibile anche grazie a coloro che hanno concesso le opere.





L’esposizione, utile per la collettività secondo Stefano Di Bello di Opera Laboratori, a cui appartiene il suo Duomo, si articola in nove sezioni dedicate all’esterno e all’interno della Cattedrale, poi le processioni, la Libreria Piccolomini,  la Confessione, il Battistero e la Scalinata di San Giovanni, le piazze e i palazzi intorno al Duomo, i restauri, le guide e i libri sul Duomo di Siena. Presenta, con diverse successioni e vedute, l’evoluzione della Cattedrale proiettata nella sua Piazza: un itinerario umano e spirituale, un cammino di passione, di esaltazioni, ma anche di dolori e di gioia.

Il percorso inizia dalla miniatura che, dal Libro dei censi e memoriale delle offese del 1223 con il podestà Bernardo di Orlando Rossi da Parma, dimostra il ruolo protagonista del Duomo in città già in epoca comunale. Questo viaggio prosegue con una cospicua selezione di opere che rivelano come dal Duecento alla metà del secolo scorso la Cattedrale sia stata osservata, interpretata e proposta da pittori, disegnatori, incisori e valenti fotografi. Concludono l’itinerario due foto con gli ufficiali francesi che, nel luglio 1944, liberarono Siena dall’occupazione.


 Nicoletta Currradi

martedì 14 settembre 2021

A Rufina torna Bacco artigiano


Bacco artigiano 46esima edizione torna dal 23 al 26 settembre. Presentato in anteprima a Firenze



A Rufina in provincia di Firenze dal 23 al 26 settembre si festeggia il vino ed i prodotti tipici in tutta sicurezza. Sabato 26 ci sarà come sempre “L’Offerta del Vino del Contado alla Signoria di Firenze”. Nell’ultimo week end di settembre si celebra il Bacco Artigiano giunto alla sua 46^ edizione. Come sempre la manifestazione ha come protagonista indiscusso il vino del Consorzio Chianti Rufina.


“La nostra come sempre sarà una festa di tutta la comunità che insieme si impegna per affrontare l’emergenza pandemica non ancora terminata – spiega il Sindaco di Rufina Vito Maida -. Ed insieme abbiamo organizzato la nuova edizione del Bacco Artigiano, vorrei che questo fosse un segno di ripartenza. Celebreremo così il vino Chianti Rufina, il nostro orgoglio che ci ha fatto conoscere in tutto il mondo. Siamo voluti anche tornare a Firenze per la nostra sfilata e ci sarà anche il Carro Matto. 


 


Il programma della manifestazione è molto ricco: l’inaugurazione è prevista giovedì 23 settembre in Villa Poggio Reale alle 17,30, saranno aperte tutte le mostre d’arte ospitate in Villa ed il ristorante all’interno dell’enoteca. Sempre nel parco di Villa Poggio Reale ci saranno momenti musicali e le tradizionali degustazioni del vino Chianti Rufina.


Fra gli eventi: in piazza Umberto I segnaliamo giovedì 23 alle 21 il concerto del Maggio Musicale Fiorentino dal titolo “La Stagione dei Fiori”. Anche piazza 1 maggio quest’anno sarà coinvolta negli eventi, qui ogni sera, oltre agli appuntamenti musicali anche il “Villaggio dei Bambini”. In piazza Aldo Moro per tutto il corso della manifestazione si svolgerà un torneo di pallacanestro. Venerdì 24 settembre alle 20 in piazza del Municipio ci sarà l’iniziativa “Il Bardiccio della Rufina” a cura di Stefano Frassineti e Leonardo Romanelli con la partecipazione del ‘Mito di Panzano’ Dario Cecchini. Lo stesso giorno alle 21 in Villa Poggio Reale per gli amanti dello sport la presentazione del libro dedicato ai 100 anni dell’Audax Rufina.


La domenica da non perdere il consueto raduno delle auto storiche e nel pomeriggio alle 15,30 la sfilata del corteo storico per le vie del paese. 


Sabato 25 settembre si ripropone a Firenze “L’offerta del Vino del Contado alla Signoria di Firenze” evento con la regia di Filippo Giovanelli. L’appuntamento è alle 15,30 con il corteo della Repubblica Fiorentina e il Corteo Storico del Vino e del Contado di Rufina partiranno dal Palagio di Parte Guelfa e attraverseranno via Calimala, via Roma e piazza San Giovanni. A capo del corteo “Il Carro Matto”, realizzato dai ragazzi del Comitato per il Carro Matto. Il vino sarà benedetto sul sagrato del Duomo, poi la carovana proseguirà in via Calzaioli dove verrà offerta l’ampolla del vino, per poi arrivare quest’anno in piazza della Repubblica, dove sarà offerto il vino alla Signoria di Firenze rappresentata dal Sindaco Dario Nardella. 


La storia di questa manifestazione parte da molto lontano. Sull'Arengario di Palazzo Vecchio in Piazza della Signoria, il Sindaco della comunità di Rufina, offriva alla città di Firenze il vino del Chianti insieme alle chiavi della “Contea di Turicchi”. Un tradizionale carro sormontato da una piramide di 1500 fiaschi pieni di Chianti, trainato dai tipici “bovi” di razza Chianina, storicamente ritratto nelle più belle foto storiche dei Fratelli Alinari. Il “Carro Matto”, così è stato battezzato, è un’opera di eccezionale maestria costruttiva dei maestri vignaioli della Val di Sieve adesso riuniti nel Comitato per il Carro Matto di Rufina. I “Fiaschi”, tipici contenitori in vetro di aspetto panciuto e rivestiti di paglia, vengono impilati in una piramide ed intrecciati con paglia e legamenti naturali in modo da contenersi l’un l’altro. Un geniale sistema di trasporto che permetteva al carro di trasportare grandi quantità di vino dal contado alla città. 


 


“Il corteo della Repubblica Fiorentina diretto da Filippo Giovannelli – ha sottolineato il presidente del Calcio StoricoFiorentino e consigliere speciale per le Tradizioni Popolari Michele Pierguidi – accompagnerà anche quest’anno il Carro Matto. Vedere il Carro Matto è una festa. In tanti, infatti, accorrono per ammirare i fiaschi fatti a mano dagli artigiani del Chianti Rufina. Nonostante alcuni problemi il Carro Matto girerà anche quest’anno per le strade del centro storico. L’appuntamento sarà in piazza della Repubblica invece che c in piazza della Signoria. È uno degli appuntamenti più amati dal corteo della Repubblica Fiorentina che sarà presente anche alla Rufina. Collaborare con l’amministrazione di Rufina è per noi sempre un piacere ed un onore”.


Alla conferenza stampa hanno preso parte:  il Presidente del Corteo Storico della Vite e del Vino di Rufina Eugenio Becherini, una figurante, Michele Pierguidi presidente del Calcio Storico Fiorentino e Consigliere speciale per le Tradizioni Popolari, Vito Maida Sindaco di Rufina, Simone Donati vicepresidente del Corteo Storico della Vite e del Vino, Eugenio Giani Presidente della Regione Toscana, una figurante e Stefania De Luise Assessora allo Sviluppo Economico. 


Per consultare il programma integrale www.comune.rufina.fi.it . Altre info nelle pagine Facebook  del Comune di Rufina e del Consorzio Chianti Rufina. 

Fabrizio Del Bimbo



sabato 10 luglio 2021

Pianeta città. Arti cinema musica design nella Collezione Rota 1900-2021 una mostra alla Fondazione Ragghianti a Lucca



Dal 9 luglio 2021 la Fondazione Centro Studi sull’Arte Licia e Carlo Ludovico Ragghianti di Lucca propone una mostra insolita e interdisciplinare. Come affermano il presidente Alberto Fontana e il direttore Paolo Bolpagni, “si profila un periodo di sperabile riassestamento e di ripresa dopo la terribile epidemia da SARS-CoV-2. Alla luce di quanto avvenuto, la scelta di programmazione della Fondazione Ragghianti è stata di tornare alle sorgenti della nostra civiltà, del modo che l’uomo ha elaborato per il proprio vivere in comune: la città. E di farlo riferendoci in maniera speciale allo strumento privilegiato di trasmissione della conoscenza: il libro. La collezione di Italo Rota si è rivelata una miniera cui attingere per creare percorsi di senso che partono alle radici della contemporaneità, ossia negli anni iniziali del XX secolo. Ne è nata una mostra multidisciplinare, scaturita dall’incontro e dal dialogo tra competenze differenti, che unisce svariati saperi e consente esplorazioni affascinanti e scoperte. Una sorta di archivio dell’immaginario visivo legato alla dimensione urbana, unificato dalla prospettiva estetica.

Pianeta città. Arti cinema musica design nella Collezione Rota 1900-2021, in programma fino al 24 ottobre 2021 a Lucca negli spazi espositivi della Fondazione Ragghianti, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e la sponsorizzazione di Banco BPM, è dunque un’esposizione inerente al tema della città e della trasmissione della conoscenza, analizzato prevalentemente attraverso gli innumerevoli pezzi della collezione, eccezionale e unica, dell’architetto Italo Rota, tra i più noti progettisti del nostro tempo.
“L’intento – prosegue Bolpagni – è quello di creare un racconto del Novecento e del primo ventennio del nuovo millennio attraverso la visione della città, la sua rappresentazione nelle arti e nel cinema e l’evoluzione dell’oggetto libro. Da una parte ripercorrendo lo sviluppo dell’idea di città, da quella immaginata da Antonio Sant’Elia e Bruno Taut negli anni Dieci fino all’architettura attuale della megalopoli; dall’altra analizzando come sia cambiato il nostro modo di trasmettere la conoscenza, fino alle evoluzioni contemporanee e al cambiamento del nostro modo di pensare, con lo sviluppo di una modalità di ragionamento ipertestuale e intertestuale, ma con la permanenza del libro, rivelatosi ancora attuale e vivo nella sua dialettica tra la carta stampata e il digitale”.

Il concept della mostra è stato ideato da Paolo Bolpagni con Aldo Colonetti, filosofo e studioso di architettura e design e con lo stesso Italo Rota, in condivisione con un comitato scientifico nel quale sono rappresentate le differenti discipline coinvolte: la storia dell’arte, il cinema, la geografia economica, l’architettura, l’urbanistica. Il comitato scientifico ha individuato alcuni temi cardinali per la definizione dei contenuti della mostra ed è composto, oltre che da Bolpagni, Colonetti e Rota, da Gianni Canova, storico del cinema e rettore dell’Università IULM di Milano, da Daniele Ietri, geografo ed economista e professore ordinario alla Libera Università di Bolzano, da Francesco Careri, studioso di urbanistica e arte urbana e professore associato all’Università degli Studi Roma Tre, da Eleonora Mastropietro, documentarista e geografa e ricercatrice all’Università degli Studi di Milano, e da Alessandro Romanini, critico ed esperto di videoarte, docente all’Accademia di Belle Arti di Carrara e presidente del Comitato scientifico della Fondazione Ragghianti.
“La mia collezione – racconta Italo Rota – è stata raccolta secondo una ricerca incrociata con il mio lavoro e si basa su interessi precisi che vanno alla radice dei problemi e sono scavi nel sapere del XX secolo. Dopo quarant’anni di collezionismo e lavoro intrecciati si tratta di un archivio di beni comuni rispetto al tema città, che nell’insieme servono per immaginare il futuro. Per il visitatore la mostra è un invito a riflettere sul modo in cui vivremo: il presente di oggi è fatto dai lavori del passato. Uno slogan potrebbe essere: «Se tutto questo vi ha interessato, nulla sarà più come prima»”.

“La mostra – afferma invece Aldo Colonetti – è un viaggio dentro le ‘cose’, sospeso tra testimonianze ‘alte’, i documenti originali delle grandi utopie del Novecento, dal Bauhaus alla controcultura californiana degli anni Sessanta da un lato, e la cronaca dall’altro lato, che viene dal ‘basso’: manifesti, oggetti comuni, il tutto intrepretato e messo in scena attraverso il modello epistemologico di Aby Warburg, dove la storia dell’arte è intesa in quanto comparazione antropologica. Al centro sta la città come esperienza fisica, nella quale ciascuno è abitante e protagonista del cambiamento: Pianeta città è un percorso, fisico e mentale, dove ciascuno troverà un pezzo della propria storia, senza dimenticare, come scriveva il poeta greco Alceo, che «le città sono gli uomini»”.
In mostra circa cinquecento pezzi, una moltitudine di oggetti di vario tipo, tecnica e dimensioni: dai libri alle opere d’arte, dai manifesti al cinema, dalle copertine dei dischi ai prodotti di design, dalle riviste ai fumetti. Tutto ciò seguendo un itinerario che va dalla nascita della città contemporanea all’inizio del Novecento fino alla nuova idea di città che si sta profilando, e sempre ponendo in relazione la cultura di tutti i giorni con le ricerche più avanzate.

Info: www.fondazioneragghianti.it

Fabrizio Del Bimbo

giovedì 24 giugno 2021

Con Arca di Luce Arezzo valorizza l'arte sacra che custodisce


Un itinerario storico-artistico-religioso tra Duomo e Palazzo Vescovile. Monsignor Fontana: "Un modo per stare ancora più vicino alla gente"




Un percorso storico-artistico-religioso che unisce il Duomo al Palazzo Vescovile è stato illustrato nei giorni scorsi alla presenza del neo presidente nazionale delle Misericordie, Domenico Giani. Il nuovo itinerario culturale  rende fruibili al visitatore tutte le immense bellezze custodite nei due luoghi simbolo della religione ad Arezzo.

Grazie ad Opera Laboratori,  azienda che lavora nell'abito dei beni culturali, con particolare attenzione verso quelli ecclesiastici, sarà possibile usufruire di un unico pass per visitare la Cattedrale e il Museo Diocesano. Inoltre è stata realizzata un'audio-guida che consente di muoversi in autonomia all'interno del percorso artistico ulteriormente ampliato.

L'Arcivescovo Fontana ha sottolineato come la maestosità del Palazzo Vescovile, composto da ben 100 stanze, sia un bene che non deve essere goduto da pochi, bensì deve essere ammirato dai tanti aretini e turisti che intendono visitarlo.

Monsignor Riccardo Fontana ha annunciato che la diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro riapre con una nuova intensità  i Musei diocesani arricchiti da nuovi percorsi.

Tra le opere di rilievo in Cattedrrale ci sono, tra gli altri, il magnifico ciclo di vetrate di Guillaume de Marcillat, eseguite tra il 1516 e 1524. Ma anche la Cappella della Madonna del Conforto, l'affresco di Piero della Francesca con la solenne figura di Maria Maddalena.  A Palazzo Vescovile e Museo Diocesano, invece, è possibile ammirare gli affreschi di Teofilo Torri, opere del Vasari, di Luca Signorelli, la Quadreria, manoscritti, sculture e la suggestiva Camera dei Papi.




Un percorso straordinario che illumina di luce un prestigioso patrimonio sacro e culturale.

Info:.
ORARI DUOMO
Dal lunedì al sabato
dalle 10.00 alle 18.00
(ultimo ingresso 17.30)
Domeniche e festivi
dalle 13.30 alle 18.00
(ultimo ingresso 17.30)

ORARI MUSEO
1 aprile – 31 ottobre
Tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00 (ultimo ingresso 17.30)
1 novembre – 31 Marzo (escluso periodo natalizio
Venerdì, Sabato, Domenica dalle 10.00 alle 17.00 (ultimo ingresso 16.30)
26 dicembre – 6 gennaio
Tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00 (ultimo ingresso 17.30)
PREZZI
Intero € 6,00
Ridotto € 4,00
(Ragazzi dai 6 ai 18 anni)
Gratuito
– Bambini fino a 6 anni
– Residenti nel Comune di Arezzo
– Disabili e loro accompagnatore
– Insegnanti accompagnatori di scolaresche o di gruppi
– Guide turistiche autorizzate
– Giornalisti
Audioguida Duomo € 5,00
(nei giorni di chiusura del Museo Diocesano)
Radioguida € 1,50 a persona
(obbligatoria per l’accesso alla cattedrale per i gruppi superiori a 15 pax)

INFO E PRENOTAZIONI
TEL: 0577 286300 (ATTIVO DAL LUNEDÌ AL VENERDÌ DALLE 8,30 ALLE 17,00)
EMAIL
duomoarezzo@operalaboratori.com

Nicoletta Curradi